VIRUSINDEX: FIN QUI È STATO FACILE, ADESSO VIENE IL DIFFICILE

Fare una previsione sull’andamento del mercato finora è stato relativamente semplice grazie al combinato di valutazioni eccessive, ricorrenze statistiche, situazione sanitaria eccezionale. Da adesso in poi ci potrebbe essere uno spartiacque e l’analisi diventa più complessa. Andiamo per ordine e analizziamo ciò che successo e cosa potrebbe accadere.

Prima ricorrenza statistica confermata (citata nel mio articolo del 14/01/2020): dopo al massimo sei correzioni (min 10% – max 19,9%) del’S&P500 c’è stata di nuovo una recessione (ribasso del 20%) che si è verificata con la chiusura di ieri sotto circa i 2700. Come direbbero a Wall Street, l’orso è arrivato. Cosa può succedere da questo punto in poi? Le fasi di ribasso presentano in media un -35% di discesa, con una mediana intorno al -30%. Inoltre nel 40% dei casi sulle 20 recessioni tecniche avutesi  in circa un secolo, il movimento ribassista non ha superato il 30%. Considerando che l’attuale ribasso si attesta intorno al 26%, abbiamo quasi una probabilità su due che il movimento di discesa sia vicino al suo minimo. Faccio notare che un movimento di circa il -30%, porterebbe l’indice intorno ai 2350, area dei minimi toccati a fine 2018 in circostanze credo meno preoccupanti di questa. Ricordiamo anche che le ultime due recessioni, 2000 e 2007, hanno fatto circa il -50% ciascuna. Una simile caduta porterebbe l’indice in area 1500-1600, che guarda caso, rappresentano i massimi del 2000 e 2007, un’area da considerare come un valido supporto di lungo periodo in questa ipotesi più pessimistica.

Seconda ricorrenza statistica sull’entità del movimento settimanale a fine febbraio (vedi quanto scritto il 3/3/2020): il rimbalzo è stato di circa il 6%. Avevamo visto come l’entità del rimbalzo variasse, in simili circostanze, da un minimo del 2,5% a un massimo di circa il 21%, con una media vicina al 12%. Il rimbalzo che effettivamente si è materializzato possiamo quindi considerarlo ridotto rispetto al “solito” e non c’è da sorprendersi data l’eccezionalità della situazione che stiamo vivendo. In simili circostanze la discesa media successiva era stata del 22%. Anche in questo caso, un -20% dai valori di chiusura di fine febbraio, ci porterebbe appena sotto i minimi del 2018.

In sintesi abbiamo due indizi statistici che puntano verso i 2400-2300 come minimo di mercato probabile.

Prima di arrivare a delle conclusioni diamo anche uno sguardo al mercato domestico. Com’era facile immaginare data la situazione, era quasi scontato che si raggiungessero i valori sul FTSEMIB di fine 2018 quando abbiamo avuto una correzione del mercato ma per motivi meno allarmanti. Il target successivo sarebbe stato intorno ai minimi del 2016, raggiunti e superati ieri. Un importante supporto di lungo periodo è proprio in area 14800, valore intorno al quale si è fermato ieri il ribasso. In termini tecnici la definirei come la linea del Piave, sotto la quale rischiamo di rivedere i minimi del 2009 e 2012. Notiamo come la violenta correzione sul mercato italiano abbia fatto, al momento oltre il 40% di ribasso, toccando i minimi a 14,600. Se una situazione simile si ripetesse sul mercato USA, rivedremmo i 2000 punti su S&P500.

Conclusioni

  • Quanto sta succedendo in Italia rappresenta un modello dell’evoluzione della crisi sanitaria che, visto anche i ritardi ad agire negli altri paesi, potrebbe ripetersi facilmente anche in Europa. Le curve dello sviluppo del contagio indicano che i principali paesi europei sono in ritardo rispetto a noi di circa 9-10 giorni. Da un punto di vista finanziario quindi, potremmo vedere cali maggiori sui mercati azionari di questi paesi piuttosto che in Italia dove l’effetto finanziario è arrivato prima. In Italia inoltre, avremo circa 14 giorni di incertezza prima di poter valutare l’efficacia delle forti misure restrittive partite da poco. Un periodo nel quale i dati sanitari molto probabilmente peggioreranno (questo è atteso), ma sarà importante valutare di quanto e a che velocità per fare già in anticipo una previsione su quanto potrebbe accadere tra 14 giorni.  Questo sarà un ulteriore driver del mercato, insieme a notizie, speriamo positive e rapide, su nuovi rimedi farmacologici e agli annunci sul piano fiscale e di politica monetaria dei vari attori.
  • E’ fondamentale capire come si evolverà la crisi sanitaria negli USA e questo è ancora più difficile da ipotizzare data l’imprevedibilità di Trump e la struttura sanitaria ospedaliera americana giudicata non all’altezza se l’emergenza dovesse raggiungere proporzioni importanti.
  • L’eccezionalità della crisi, purtroppo troppo facilmente sottovalutata dalla classe politica e dalla comunità scientifica (mi riferisco soprattutto al di fuori dell’Italia), potrebbe materializzarsi effettivamente in un cigno nero. Non aiuta in questo senso né la guerra sul petrolio scatenatasi all’improvviso tra Arabia Saudita e Russia e neppure gli approcci goffi di intervento sul mercato da parte della BCE (figuraccia della Lagarde ieri che ha fatto rimpiangere alla prima uscita Draghi).

Raccomandazioni

I livelli d’ingresso sul mercato azionario USA (ed anche italiano sui minimi di ieri) sono sicuramente da sfruttare per degli acquisti. Ricordiamoci che nel lungo termine, l’investimento in borsa è quello maggiormente redditizio (vedi mio articolo del 18/2/2020). Definire se siamo di fronte ad un cigno nero è difficile adesso, quindi: per chi è fuori dal mercato si continua ad accumulare sui ribassi; per chi si fosse coperto è tempo già di prendere qualche profitto ma senza abbassare la guardia; per chi non avesse ancora fatto nulla è tempo di parlare con un consulente.

N.B. Riporto quanto già scritto giorni fa:

In questa eccezionale situazione così improvvisamente creatasi, molto più che in una situazione di voto politico in cui si è chiamati a fare scelte per la nostra società, è fondamentale il contributo di ogni singolo cittadino nell’adottare il comportamento più attento e consono al fine di superare questa fase storica nel nostro paese così come nel resto del mondo. Dipende da ciascuno di noi.