QUANTO PENSI SIA SICURA LA TUA BANCA?

Quando scegli una banca per depositare i tuoi soldi pensi che le banche siano tutte uguali? Gli istituti di credito non sono sicuri tutti allo stesso modo e dal prossimo anno questa diversità sarà ancora maggiore.

All’inizio del 2016 entrerà in vigore una nuova normativa sui salvataggi delle banche che potrebbe mettere a rischio anche i soldi depositati presso gli istituti di credito in caso di fallimento. È bene che un risparmiatore conosca i criteri con cui selezionare al meglio la propria banca per evitare rischi inutili sui propri investimenti.

La nuova normativa sul bail-in bancario (salvataggio delle banche), voluta a livello europeo e che il governo si appresta in questi giorni a recepire in maniera definitiva, prevede che in caso di fallimento di un istituto bancario siano chiamati a ripianare le perdite (nella procedura fallimentare) non solo gli azionisti ma successivamente anche i detentori di obbligazioni della banca (prima le obbligazioni subordinate e poi quelle senior, con esclusione dei covered bond) e, se non bastasse, anche i correntisti per la parte eccendente somme superiori ai 100.000 euro sui propri depositi. I soggetti indicati dovranno partecipare fino ad un massimo dell’8% di tutte le passività della banca soggetta al fallimento, la parte rimanente, se non bastasse, verrà garantita da un fondo interbancario.

Prima che i depositanti si allarmino è bene dire che Banca d’Italia ha specificato che in oltre il 50% delle 15 principali banche italiane il limite dell’8% verrebbe coperto solo con il ricorso al contributo di azionisti e obbligazionisti senior senza dover chiedere nulla ai correntisti. È proprio qui che bisogna fare attenzione e chiedersi…la mia banca si trova in quel 50% (o è una banca minore locale) oppure rischio i miei risparmi? Ovviamente coloro che non hanno oltre 100.000 euro in banca penseranno a questo punto che questo articolo non li riguardi e qui si sbagliano perché, molto spesso, comunque ai correntisti vengono proposte obbligazioni della propria banca senza chiedersi troppo se sono subordinate o senior, oppure prodotti che nascondono un investimento azionario nella banca stessa (citiamo il caso della Tercas di qualche tempo fa che poi Banca d’Italia ha fatto comprare da Banca Popolare di Bari per evitarne la chiusura e la famosa obbligazione convertibile del 2009 di Banca Popolare di Milano per la quale la banca milanese fu multata per aver fatto sottoscrivere ai propri correntisti un prodotto non adeguato “regalando” loro però perdite fino a 90% del capitale investito!!).  Cosa dire della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (vertici adesso indagati…) che hanno fatto sottoscrivere loro azioni (si tratta di azioni NON quotate) ai propri correntisti i quali adesso hanno subito una svalutazione di quasi il 25% senza poterle ancora vendere? Vogliamo parlare delle quattro banche commissariate, Carife, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti (per quest’ultima hanno dovuto addirittura nominare un secondo commissario) che è necessario adesso salvare con oltre 2 miliardi? Non era forse Banca Marche ad offrire qualche anno fa allettanti rendimenti sui conti deposito, ben superiori alla media di mercato? Solo un’ammissione della necessità di liquidità a tutti i costi che nascondeva però una forte fragilità dei bilanci.

In sintesi cosa possiamo imparare da tutto questo? Tre semplici consigli per scegliere con più sicurezza la propria banca e i propri investimenti: 1) controllare un parametro sul capitale della proprio banca che si chiama CET1 ratio (basta cercare su internet) e confrontarlo con quello delle altre banche (il requisito  normativo è di un minimo dell’8%; ci sono banche anche con oltre il 20%) 2) Evitare di investire in obbligazioni  non quotate e anche se quotate assicurarsi che lo siano su un mercato con alta liquidità (in modo da poterle vendere subito in caso problemi dell’emittente 3) Trovarsi un buon consulente…