Consulenza finanziaria per investimenti

Pianificazione finanziaria

L’ascolto delle esigenze e degli obiettivi di vita del cliente combinata con l’analisi dei mercati permette di costruire il miglior portafoglio per ciascun investitore.

Processo in 4 fasi:

  • Focus cliente – creazione di un Investment Policy Statement: obiettivi di rischio e rendimento, orizzonte temporale, fabbisogno di liquidità, fiscalità, esigenze peculiari
  • Focus mercato –  definizione di aspettative di mercato di lungo termine: ritorni attesi delle varie asset class, volatilità, correlazioni
  • Costruzione del portafoglio: strategic asset allocation
  • Monitoraggio e ribilanciamento

La tua pianificazione finanziaria personale e familiare

Approfondiamo
1. Focus Cliente

Il primo passo nel processo di pianificazione finanziaria è costituito dalla elaborazione di un investment policy statement (IPS).
Un IPS rappresenta una sintesi ragionata delle esigenze e delle aspettative del cliente, regola le modalità con cui il portafoglio del cliente deve essere gestito, gestisce al meglio la relazione tra consulente e cliente, aiutando quest’ ultimo a perseguire i propri obiettivi di vita nel lungo periodo, evitando decisioni emotive.
Preliminare alla sua creazione è l’analisi patrimoniale del cliente (com’è stato costruito il suo patrimonio, in che fase della “vita economica” si trova – primo impiego, apice della carriera, fase di pensionamento) e della sua attitudine psicologica agli investimenti (atteggiamento verso il rischio, esperienze passate in tema di investimenti, eventuali bias cognitivi che possono influenzarlo).
L’ISP include i seguenti elementi:

Nella definizione di rendimento è necessario distinguere tra il rendimento richiesto e il rendimento desiderato. Il primo è quello necessario per fare in modo che gli obiettivi fondamentali del piano di investimento vengano conseguiti (acquistare una casa, pagare l’università per i figli…), il secondo fa riferimento ad eventuali obiettivi secondari (una vacanza non programmata, l’acquisto di una nuova auto…)
La definizione dell’obiettivo di rischio deriva da 2 fattori: la capacità di prendere rischi e la volontà di prendere rischi.
La capacità di prendere rischi è una misura quantitativa legata a parametri quali l’entità del patrimonio personale, la facilità con cui un obiettivo finanziario può essere raggiunto, l’orizzonte temporale prescelto.
La volontà di prendere rischi è un più un fattore psicologico personale legato alla personalità del cliente, la sua emotività, eventuali esperienze negative o positive nel passato.

L’orizzonte temporale può essere valutato sul breve, medio o lungo termine e può includere una singola fase o più fasi, come nel passaggio generazionale

Da un lato vengono considerate le uscite ricorrenti e di facile prevedibilità sia nell’ammontare sia nella tempistica, dall’ altro si valutano eventuali spese straordinarie nell’ammontare e il livello ottimale di liquidità da mantenere a livello precauzionale

Le strategie fiscali spaziano dal differimento temporale delle imposte alla loro riduzione analizzando ad ampio raggio le varie tipologie, dalla tassazione sul capital gain a quella sul passaggio generazionale.

Esigenze specifiche della singola persona includono, ad esempio, specifici atteggiamenti culturali verso una categoria di investimenti, situazione peculiari legate a dinamiche familiari, assetti proprietari tra soci.

2. Focus Mercato

Le aspettative di mercato nel lungo termine vengono elaborate con una serie di approcci che includono analisi statistiche storiche sui rendimenti passati, modelli di DCF (Discounted Cash Flow), di premio al rischio o di equilibrio dei mercati finanziari, ossia metodologie che racchiudono le principali variabili economiche quali i tassi di interesse sul mercato, crescita della produttività e della popolazione, inflazione, propensione al consumo e risparmio.
Ogni singola asset class (azioni, obbligazioni, materie prime…) viene analizzata singolarmente nella sua performance storica, nella sua variabilità in termini di ampiezza e frequenza dei movimenti nei prezzi (volatilità) ma anche in combinazione con i rendimenti delle altre asset class al fine di determinarne la correlazione quale parametro fondamentale per la costruzione di un portafoglio ben diversificato e per la gestione del rischio dello stesso.

3. Costruzione del portafoglio

La strategic asset allocation, ossia la costruzione di un portafoglio di investimento, rappresenta la convergenza, il punto di sintesi, tra le esigenze e le aspettative del cliente e le aspettative di rendimento e di sviluppo dei mercati finanziari. Il risultato determina la proporzione di capitale da investire in ciascuna delle asset class selezionate con un modello che combina da un lato un approccio strategico di lungo periodo e dall’altro degli aggiustamenti tattici in base alla dinamiche di più breve periodo.

4. Monitoraggio e ribilanciamento

L’ultima fase del processo di pianificazione finanziaria include il monitoraggio della performance di portafoglio rispetto alle attese di rischio e rendimento concordate ed eventuali modifiche e ribilanciamenti che possono scaturire sia da mutate circostanze del contesto economico sia cambiamenti inattesi nei programmi di vita del singolo individuo.

Propensione alla pianificazione di lungo termine a livello internazionale

Fonte: OECD/INFE 2020 International Survey of Adult Financial Literacy

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