FISSO O VARIABILE? INVESTIRE AL MEGLIO CON LE OBBLIGAZIONI

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di alcuni rischi relativi alla sottoscrizione di obbligazioni a tasso fisso con scadenze medio-lunghe, in particolare di quello relativo al possibile rialzo dei tassi di interesse e la conseguente riduzione del valore di mercato delle obbligazioni che si detengono in portafoglio. Oggi daremo alcuni suggerimenti su come evitare tale rischio.

Premesso che difficilmente si assisterà ad un aumento dei tassi prima della fine del Quantitative Easing della Banca Centrale Europea (prevista a settembre 2016) e comunque prima di un aumento dell’inflazione europea che la porti verso gli obiettivi della BCE,  una prima soluzione  potrebbe essere quella di sottoscrivere (almeno per una parte del proprio portafoglio) obbligazioni a tasso variabile, per esempio dei Certificati di Credito del Tesoro (CCT) il cui rendimento è legato al rendimento dei Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) a cui si aggiunge uno spread (cioè un ulteriore rendimento) per compensare l’investitore del fatto che il titolo ha una liquidità minore rispetto al BOT. Il grande successo che ha avuto una recente emissione di Cassa Depositi e Prestiti di obbligazioni a 7 anni con un rendimento fisso all’1,75% per i primi due e poi con cedola variabile legata all’EURIBOR a 3 mesi maggiorata dello 0,5% dimostra l’interesse per questa tipologia di investimento, nel caso specifico ulteriormente vantaggioso in quanto capace di garantire un rendimento fisso per i primi 2 anni maggiore del BPT decennale (circa 1,3% annuo).

Altro strumento interessante (in questi giorni avremo una nuova emissione) è il BTP ITALIA che garantisce un rendimento minimo maggiore dell’inflazione, la cui crescita, come abbiamo ricordato prima, rappresenta uno degli obiettivi della manovra di Quantitative Easing lanciata da Mario Draghi. Tuttavia gli strumenti citati (in misura minore quello di Cassa Depositi e Prestiti) hanno lo svantaggio di far incassare cedole minori rispetto a cedole calcolate su obbligazioni a tasso fisso (a parità di scadenza), esponendo al rischio che il rialzo dei tassi o dell’inflazione arrivi molto più tardi del previsto.

Una soluzione alternativa è la sottoscrizione di fondi obbligazionari innovativi (diversi da quelli solitamente proposti da banche e consulenti). Si tratta di fondi che hanno la caratteristica di poter guadagnare anche nel caso di un rialzo dei tassi di interesse (tecnicamente si parla di fondi con duration anche negativa) e che quindi, delegando ad esperti professionisti il compito di cogliere il momento di mercato più opportuno per variare la composizione del portafoglio obbligazionario, cercano di sfruttare le migliori occasioni di mercato esistenti al momento e allo stesso tempo eliminare, il più possibile, il rischio di tasso di interesse. Nel prossimo articolo vedremo più in dettaglio il funzionamento dei fondi di investimento in genere.