È ARRIVATA LA PATRIMONIALE SUI CONTI CORRENTI

Alla fine è arrivata la patrimoniale ma non quella che temevamo. Infatti non è una patrimoniale sugli asset finanziari che esiste già da diversi anni, ovvero la mini patrimoniale dello 0,2% da pagare ogni anno, introdotta da Monti nel 2011. Si tratta di una patrimoniale sui conti correnti ma non è nemmeno quella in stile Amato dello 0,6%, in quel caso una tantum, introdotta dalla sera alla mattina nel luglio del 1992 per far quadrare la pesante legge di bilancio.

Quella del 2021 è una patrimoniale di circa il 3% sulla liquidità dei conti correnti, legata al fatto che l’indice armonizzato dei prezzi al consumo ha registrato, a ottobre, un aumento del 3,2% su base annua con una forte crescita della componente energetica dovuta agli aumenti dei prezzi di gas e petrolio che hanno spinto anche il governo a intervenire nella legge di bilancio per sostenere le famiglie colpite dal caro bolletta. Considerando che, dall’ultimo report ABI di Ottobre 2021, vi sono circa 1.800 mld di depositi da clientela residente, la perdita di potere di acquisto equivale a oltre 50 mld.

Si sarebbe potuta evitare? Parzialmente si, in quanto una parte di questa liquidità non è funzionale a scopi finanziariamente razionali. Considerando circa 3.300 mld (report ABI Ottobre 2021) di asset finanziari (tra azioni, quote di fondi comuni, assicurazioni, fondi pensione e obbligazioni) in mano alle famiglie italiane, potremmo stimare che almeno un 10% di un intero patrimonio possa essere lasciato in liquidità provvisoria per un utilizzo più tattico e di breve periodo a fine di incrementare eventuali investimenti o perché liquidità risultante da disinvestimenti e pronta per essere riutilizzata, per cui possiamo considerare quasi 400 mld di liquidità a complemento dei 3.300 mld investiti che ha senso rimangano sui conti correnti. C’è poi da considerare una parte che va mantenuta a scopo precauzionale. Secondo alcuni esperti, la liquidità da mantenere su un conto corrente dovrebbe essere tra i 6 e i 9 mesi lo stipendio netto mensile. Arrotondando anche a 12 mesi, considerando uno stipendio medio di 1.500 euro, vuol dire che non ha senso economico, per un contribuente medio, avere sul proprio conto corrente oltre 18K in liquidità, o per un dirigente con uno stipendio medio da circa 4.500 euro mensili (dati di JP Salary Outlook 2020) oltre 50K euro. A livello aggregato, considerando i circa 23 milioni di lavoratori in Italia, vi sarebbero altri 400 mld correttamente detenuti a scopo precauzionale dalle famiglie italiane. Tirando le somme, dei circa 1.800 mld liquidi, 1.000 mld sono letteralmente parcheggiati e colpiti dalla tassa evitabile dell’inflazione che quest’anno quindi vorrebbe dire 30 mld di perdita di poter d’acquisto.

Questo a livello aggregato. Nello specifico si può passare da chi non subisce in alcune modo questa patrimoniale occulta a chi la estende a larga parte se non all’intero suo patrimonio. Secondo l’ultima indagine Wealth Insights promossa da Prometeia e Ipsos, circa una famiglia su due del campione intervistato detiene in liquidità tutta la propria ricchezza. Inoltre, il 30% delle famiglie con un patrimonio finanziario maggiore di 25K euro non ha alcune investimento finanziario. Proprio focalizzandosi su questa categoria il report prova anche a simulare quale potrebbe essere un probabile portafoglio per queste famiglie qualora investissero, indubbiamente più prudente rispetto ai classici investitori, concludendo che nel periodo 2005-2018 coloro che hanno mantenuto solo liquidità sul proprio portafoglio hanno rinunciato a un rendimento del 30% in termini reali, ovvero anche al netto dell’inflazione.

Una forte crescita dell’inflazione non sola erode il potere d’acquisto dei risparmi ma contribuisce a ridurre il benessere sociale del consumatore come anche indicato dal MIC, il Misery Index elaborato da Confcommercio. A differenza del Misery Index tradizionale, che somma inflazione e disoccupazione tout court, il MIC assegna un peso maggiore alla disoccupazione, calcolata poi in maniera più estesa rispetto al valore ufficiale, includendo parte di sottooccupati, scoraggiati e cassaintegrati a zero ore. Secondo il MIC la disoccupazione estesa a settembre 2021 si è attestata all’11,7% (9,1% quella ufficiale) mentre l’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto ha raggiunto il 2,6% su base annua. A commento di tali dati Confcommercio scrive: “Al di là delle criticità che interessano la componente relativa all’occupazione – nei prossimi mesi si potrebbe assistere a un ritorno significativo di popolazione sul mercato del lavoro con una presumibile crescita della disoccupazione – preoccupa la risalita dell’inflazione. In pochi mesi, infatti, si è passati da una situazione di deflazione a una crescita prossima al 3%. Fenomeno che, inizialmente guidato dagli energetici, comincia a interessare un insieme sempre più ampio di beni e servizi e la cui durata e intensità potrebbero comprimere in misura significativa i redditi e limitare le capacità di ripresa del sistema ed il recupero dell’occupazione”.

Conclusioni:

Da diversi mesi le banche centrali ripetono che l’inflazione (vedi mio articolo sull’inflazione di gennaio 2021) è solo transitoria ma, dati alla mano, si sta dimostrando meno transitoria di quanto annunciato. Sull’inflazione, come risparmiatori, possiamo dire 3 cose con certezza: 1) Possiamo misurarla con precisione solo ex post; 2) Non è una variabile che possiamo controllare; 3) Ce ne accorgiamo prima o poi nella vita di ogni giorno. La soluzione è quindi attuare quelle scelte di investimento appropriate che da un lato, limitino la liquidità inutile sui conti correnti e dall’altro la indirizzino verso scelte di volta in volta adeguate rispetto al momento congiunturale dell’economia. Nel caso specifico, è sempre consigliabile mantenere in portafoglio obbligazioni a protezione dell’inflazione quali BTP Italia, BTPi, TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities) americani, fondi obbligazionari inflation-linked, fondi azionari maggiormente performanti in contesti inflattivi.

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