CROLLO DEI MERCATI? È IL MOMENTO DELLO SHOPPING: BUY ENI

Buy low, sell high. Compra a prezzi bassi, vendi a prezzi alti. Facile a dirsi, più difficilmente a farsi per due motivi:  soprattutto psicologico che porta di fronte al “pericolo” avvertito a fuggire e poi c’è il problema più tecnico di capire quando low è davvero low o quando high è davvero high. Visto che in questi giorni si parla di Cina, il carattere cinese che traduce la parola crisi pare indichi anche il significato di “momento cruciale” quindi non ha quell’accezione prettamente negativa a cui siamo abituati. Del resto, e qui veniamo alla nostra cara lingua, il termine crisi deriva dal verbo greco “krino”, ovvero distinguere, giudicare. Potremmo sintetizzare in un connubio italo-cinese: “un momento cruciale in cui riflettere con accortezza”.

La finanza comportamentale ci spiega che, ai fini dei rendimenti finali di un investimento, è importante non solo quello che fa il mercato in cui si è deciso di investire e lo strumento che si utilizza ma molto anche l’atteggiamento degli investitori nelle varie fasi di mercato. Potrei scegliere un ottimo fondo d’investimento, magari legato a un settore in crescita come quello delle rinnovabili per fare un esempio, eppure portare a casa rendimenti limitati o anche negativi se al primo o al secondo scrollone del mercato invece di aumentare la mia esposizione allo strumento (che evidentemente consideravo valido anche a un prezzo più alto) decido di uscire. Non mi dilungo sul tema ma se ho fatto le mie analisi e ritengo valido l’investimento allora dovrei essere contento di comprare un qualcosa che mi piace a un prezzo migliore rispetto al passato.

Venendo all’aspetto tecnico, per valutare quando un mercato (vedi mio precedente articolo del 1/2/2020 sul mercato azionario USA), un settore o un singolo titolo siano cari esistono diversi modelli che gli analisti finanziari utilizzano e anche qui non voglio affrontare il tema al momento. Piuttosto meglio un consiglio di acquisto operativo. Oggi consiglio ENI. Perché?

  • Prezzi in un’area di acquisto (12 e dintorni) che si è dimostrata validissima negli ultimi 20 anni.
  • Dividendo annuale di oltre 83 centesimi. A questi prezzi vuol dire un dividend yield prossimo al 7%, abbastanza sostenibile considerando una media degli ultimi 5 anni del 6,5% annuo, che si confronta con rendimento di poco più dell’ 1% di un BTP decennale e comunque più alto del 3% anche nel periodo di aumento di crisi dello spread (vedi mio articolo precedente del 14/10/2018 in cui consigliavo acquisto dei BTP)
  • Per quanto il petrolio possa continuare a scendere, e lo farà ancora di più in caso di un forte rallentamento dell’economia mondiale magari dovuta alla crisi del coronavirus o da altri shock al sistema economico, la possibilità e la necessità di controllo dei prezzi del greggio da parte dei paesi arabi, Russia ecc. è in grado di garantire un floor al prezzo nel lungo periodo. Il prezzo del greggio è diremmo quasi “imposto” politicamente e non solo frutto di leggi di domanda e offerta come nella large parte dei beni.
  • Società a controllo statale (quindi nessun rischio di default), tradizionalmente ben gestita e che sta investendo anche nel settore delle rinnovabili quindi con una visione strategica di lungo periodo, trasformando una minaccia al suo core business in un’opportunità.

Potremmo elencare tanti altri validi motivi. Il prezzo di ENI potrebbe continuare a scendere anche nei prossimi giorni. Bene. Buy low, sell high.