CON I CIR CI GUADAGNA IL RISPARMIATORE MA LO STATO CI…RIMETTE

In attesa dei dettagli della nuova finanziaria si parla della creazione di Conti Individuali di Risparmio (CIR), dei contenitori finanziari in cui investire un massimo di 3000 euro da parte dei risparmiatori italiani su nuovi titoli di emissione del Tesoro Italiano in modo da finanziare direttamente le infrastrutture dell’Italia, addirittura prevendo meccanismi di tracciabilità degli investimenti in modo da far sapere all’investitore italiano quali opere si contribuisce a finanziare. Il vincolo sarebbe di tenere i titoli fino a scadenza. L’iniziativa mirerebbe a una raccolta di circa 15 miliardi e aiuterebbe a incentivare anche il piccolo risparmio. A fronte di questo si pensa a un incentivo fiscale con una possibile deduzione fiscale del 23% delle somme investite, cioè la possibilità di abbattere l’imponibile irpef fino a un massimo di 700 euro. Questo vorrebbe dire per il risparmiatore poter risparmiare tra i 160 e i 300 euro di tasse in base ovviamente alla propria aliquota marginale irpef, quindi un extra rendimento da aggiungere al rendimento dei titoli di stato, ovviamente da spalmare sulla durata dell’investimento. Per esempio, ammesso che sia un BTP decennale, avremmo un extra rendimento (a spanne) che va dallo 0,5% all’1% in più all’anno per risparmiatore italiano. Indubbiamente convenienti ma faccio fatica a capire perché lo stato italiano dovrebbe finanziarsi a un costo maggiore, magari per ridurre la quota di debito detenuto da stranieri? In ogni caso 15 miliardi sarebbero nulla rispetto al totale del debito pubblico. A conti fatti si tradurrebbe, a mio parere, solo in un trasferimento di risorse dalla fiscalità generale al piccolo risparmiatore, quindi una redistribuzione della ricchezza dalla collettività al più bisognoso (forse). Se questa è l’idea, dovrebbero mettere un paletto in base all’ISE o altri parametri patrimoniali e reddituali, altrimenti nessuno vieterebbe di sfruttare questo extra incentivo (solo su 3000 euro ovviamente) anche a chi ha già un patrimonio rilevante. In sintesi: se verrà fatta per il risparmiatore, piccolo o grande che sia, potrebbe essere interessante (probabilmente dovrebbero alzare l’importo minimo), per lo stato mi sembra solo una manovra politica più che di finanza pubblica.