CHI TROVA “UN” CONSULENTE…TROVA UN TESORO

Secondo la definizione della Treccani l’infodemia è “la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili.” In questi mesi quante notizie finanziarie hai letto che hai trovato utili ai tuoi investimenti e quante invece ti hanno solo generato confusione e magari portato a scelte sbagliate? Io ne ho lette tante inutili e ridondanti, poche invece interessanti e valide per le mie strategie di investimento. Ora mi chiedo: io, come consulente, ho contribuito ad aumentare l’infodemia o a ridurla? Sono andato a rileggere alcuni dei miei articoli dell’ultimo anno per fare un consuntivo. Facciamo insieme un veloce riepilogo su alcuni consigli:

Articolo del 24 febbraio 2020 – CROLLO DEI MERCATI? È IL MOMENTO DELLO SHOPPING: BUY ENI. Consigliavo di iniziare a comprare Eni intorno ai 12 euro e di continuare a farlo qualora il prezzo avesse continuato a scendere, cosa che si verificata fino a quasi 6 euro, per cui, continuando a comprare sui ribassi, si sarebbe potuto ottenere un prezzo medio di acquisto intorno ai 9-10 euro.

Oggi Eni quota poco sotto gli 11 euro, ha già distribuito circa 80 centesimi di dividendi, ovvero rendimenti intorno all’8% medio (come sanno bene alcuni miei clienti) e con il petrolio a 70 dollari e inflazione in salita ha ancora spazi di crescita.

Articolo del 1 marzo 2020 – VIRUSINDEX: DUE POSSIBILI SCENARI E CONSIGLI OPERATIVI SUI PORTAFOGLI. Tre erano i consigli principali rivolti a tre categorie di investitori diversi:  1) Quelli completamente fuori dal mercato: le correzioni di questi giorni possono essere un buon momento per iniziare a creare gradualmente delle posizioni; 2) Quelli con portafogli maggiormente prudenti: iniziare a comprare in maniera selettiva; 3) Quelli con un portafoglio bilanciato/dinamico: acquistare protezione contro discese e strumenti come il Treasury a 30 anni.

Sappiamo bene come l’S&P500 sia crollato nelle tre settimane successive dai circa 3000 punti ai 2200 per poi tornare ai 4200 circa attuali.

Podcast del 30 marzo 2020 – QUESTA CRISI SI POTEVA PREVEDERE? Consigliavo di investire nel settore petrolifero e nei cosiddetti megatrend o investimenti tematici, dalla robotica al fintech, dall’intelligenza artificiale alla protezione ambientale.

A marzo 2020 il prezzo del petrolio era sceso intorno ai 20 dollari al barile, oggi quota oltre i 70 dollari, un ETC come il WisdomTree WTI Crude Oil ha fatto praticamente il 100% di rendimento da allora, l’ETF IShares Global Clean Energy è passato dai circa 5 euro di fine marzo 2020 ai 10,6 attuali, avendo toccato quasi 16 euro a inizio gennaio 2021.

Articolo dell’8 giugno 2020 – CHECK UP DI PORTAFOGLIO: COSA È SUCCESSO E COSA PUÒ SUCCEDERE. Qui scrivevo come “L’indice italiano è anche quello rimasto più indietro rispetto ad altri e quindi un ulteriore recupero dei bancari e dei petroliferi nonché di alcuni industriali dovrebbe supportare il rialzo.”

Da allora il FTSEMIB, grazie al recupero di ENI, la spinta di ENEL sempre più esposta al settore delle rinnovabili e l’ottima performance dei bancari si è portato verso il massimo storico degli ultimi 11-12 anni.

Articolo del 5 gennaio 2021 – L’ INFLAZIONE E L’ANNO CHE VERRÀ: IMPATTO SU PORTAFOGLI E SCELTE DI INVESTIMENTO. Qui scrivevo come diversamente dal passato, potevano esserci 3 ragioni principali per un aumento consistente e più a lungo termine dell’inflazione: le politiche fiscali ampiamente espansive a livello globale che in passato non abbiamo avuto, la possibile riduzione di alcuni fattori disinflattivi presenti negli ultimi decenni, il volume degli interventi delle banche centrali che non ha precedenti, nemmeno nella crisi del 2008-2009.

Oggi la principale preoccupazione dei gestori e degli investitori è legata alla crescita dell’inflazione e delle sue aspettative i cui dati degli ultimi mesi, oltre le attese degli analisti, hanno scatenato l’ultima correzione di mercato, successivamente riassorbita, grazie anche alle parole della Fed che continua a dichiarare che il fenomeno è solo temporaneo. Tuttavia sempre più operatori cominciano ad avanzare dubbi in merito. In questi giorni è il turno di JP Morgan, Morgan Stanley e Deutsche Bank per le quali la crescita dei prezzi rappresenta un trend più duraturo e la Fed sarà costretta ad alzare i tassi prima del previsto. I rialzi dell’oro e delle materie prime, tra cui il petrolio, sembrano confermare attualmente questo scenario. Infatti, proprio ieri il presidente della FED Powell ha incrementato le previsioni d’inflazione per il 2021 dal 2,4%, stimato a marzo, al 3,4%, annunciando 2 aumenti dei tassi di interesse entro il 2023, prima di quanto molti si aspettassero.

Articolo del 15 gennaio 2021 – CONSEGUENZE SULLE SCELTE DI INVESTIMENTO DELL’ ASSALTO AL PARLAMENTO AMERICANO. Qui scrivevo: “Da un punto di vista degli investimenti i settori delle costruzioni e delle infrastrutture in genere, quelli legati alla produzione di energie rinnovabili e alla transizione verso un’economia dei trasporti green (auto elettriche e batterie ad esempio) saranno i sicuri beneficiari.  Un allontanamento dal modello orientato alla deregolamentazione potrebbe portare un focus particolare sulle posizioni di estremo monopolio raggiunte da colossi quali Google, Facebook e Amazon e l’introduzione di una digital tax per le multinazionali dell’ e-commerce (basti vedere la recente causa avviata dalla Federal Trade Commission e molti stati americani contro Facebook per abuso di posizione dominante). Quest’ultimo fattore, unito alla graduale uscita dall’emergenza pandemia, potrebbe far calare l’attenzione verso i titoli growth della stay-home economy, fortemente cresciuti nel 2020, e riaccenderla per i titoli value o della old economy (trasporti, leisure, ecc.) fortemente penalizzati fin qui”.

Il settore delle rinnovabili e delle batterie rimane un settore vincente su cui investire (vedi il titolo Seri Industrial che quotava 4 euro circa il 15 gennaio, oggi ne vale 8). Un articolo del Wall Street Journal dell’11 giugno titolava “House bills seek to break up Amazon and other big tech companies”, ovvero sono allo studio delle leggi per rompere i monopoli delle grandi corporations come Amazon, Google, Facebook ecc., dividendole in diverse business separati. Vedremo i risultati finali ma il fatto che se ne parli e si stia passando alle proposte di legge è significativo. Riguardo all’aspetto fiscale è notizia di questi giorni l’ accordo tra i paesi del G7 per una tassa globale minima sulle grandi società. Da ultimo il tema della rotazione settoriale: da febbraio il Nasdaq 100, dopo due correzioni, è praticamente stabile a circa 14000 punti, mentre l’S&P 500, nonostante l’importante peso dei titoli tecnologici al suo interno, è salito dai 3800 punti ai 4200 circa attuali, a testimonianza di una rotazione dai titoli growth a quelli value e della old economy negli ultimi mesi.

Articolo del 4 marzo 2021 – COSA STA SUCCEDENDO SUI MERCATI AZIONARI? È SEMPRE IL MOMENTO GIUSTO PER INVESTIRE: L’IMPORTANTE È SAPERE DOVE. Qui scrivevo: “I settori maggiormente penalizzati sono stati quello finanziario ed energetico che quindi, in un contesto di normalizzazione, dovrebbero fare meglio degli altri: la ripresa delle attività economiche post pandemia legata ad un maggiore spinta inflazionistica dovrebbe continuare a supportare il recupero dei titoli petroliferi”.

Come si vede dal grafico, negli ultimi tre mesi il settore energy è stato il migliore insieme a quello finanziario e del real estate.

Articolo del 25 marzo 2021 – COME BATTERE LA BORSA ITALIANA E I NORVEGESI: INVESTIRE NEL SEGMENTO STAR. Qui scrivevo “Nonostante, negli ultimi anni, le performance dell’indice azionario italiano siano deludenti se rapportate ad altri indici dei principali paesi sviluppati al mondo, esistono particolari segmenti del mercato, quali il segmento STAR, che offrono rendimenti nettamente superiori all’indice principale di riferimento”.

Come dimostra il grafico sotto, chi avesse investito negli ultimi mesi (o anni) sull’indice Star avrebbe portato a casa un importante extra rendimento rispetto al semplice indice italiano.

Stai ancora pensando a quante notizie finanziarie inutili dovrai leggere prima di trovare alcune indicazioni valide su come gestire al meglio i tuoi risparmi e assicurare a te e i tuoi famigliari un futuro finanziario più sereno? Stai ancora pensando a quale consulente affidarti?