Il seguente esempio, volutamente schematizzato, mostra una possibile situazione in cui, partendo dall’ analisi della situazione finanziaria e dei progetti di vita di un nucleo famigliare, vengono fornite indicazioni di consulenza patrimoniale. Nella realtà le casistiche sono assai più complesse e variegate e solo un’analisi attenta e puntuale permette al consulente di formulare, di volta in volta, le migliori soluzioni consulenziali.
Francesco (50 anni), dipendente privato, reddito annuo netto 25K, sua moglie Chiara, 45 anni, dipendente, reddito netto annuo di 20K, i due figli, Giovanni di 17 anni e Elena, 14 anni. Il nucleo famigliare ha uscite totali di circa 42k all’anno (in base ai dati Istat 2021, una famiglia con 2 figli ha una spesa media mensile, inclusi affitti figurativi, di circa 3.200 euro). Nessuno dei due aderisce ad un fondo pensione e nessuno ha delle polizze assicurative.
Patrimonio immobiliare: casa di proprietà con mutuo residuo (circa 30K) di 5 anni, a tasso fisso del 3% e rata mensile di circa 600 euro (i rendimenti lordi dei titoli governativi a 10 anni sono del 4%).
Patrimonio finanziario: 150K di cui 50K investiti in azioni (con plusvalenze potenziali di circa 10K euro), 50K in obbligazioni governative e in resto in liquidità. Lo zainetto fiscale di Francesco include circa 3.000 euro di minusvalenze che scadono entro 2 anni.
Propensione al rischio dei coniugi e stile di investimento: Francesco ha maggiore propensione ad accettare la volatilità dei prezzi degli strumenti finanziari in cui investe e nel tempo ha costruito un portafoglio esclusivamente azionario, basandosi su dati statistici di lungo termine che mostrano come l’investimento sul mercato azionario sia più remunerativo (mediamente il 10% annuo) rispetto a quello obbligazionario (mediamente il 5% annuo). Francesca ha sempre avuto un atteggiamento più cauto in ambito finanziario e ha sempre preferito investire solo in obbligazioni o fondi obbligazionari.
Progetti di vita: Giovanni inizierà gli studi universitari (cambiare entri in entro) entro 2 anni e sua sorella Elena, entro 5 anni. Francesco e Chiara sono preoccupati riguardo alle maggiori spese universitarie che nel giro di pochi anni dovranno affrontare per i due figli e allo stesso tempo avrebbero il desiderio di poter avere maggiori disponibilità finanziarie da utilizzare prevalentemente in viaggi, soprattutto una volta che i figli avranno terminato il loro percorso accademico.
Come impostare un piano finanziario che possa conciliare le maggiori necessità finanziarie dei figli con i desideri dei viaggi di Francesco e Chiara?
Combinando una proiezione dei flussi di cassa derivanti dal risparmio complessivo e dalla situazione patrimoniale esistente emergono le seguenti valutazioni:
1) Attualmente il risparmio netto annuo è positivo (circa 6.000 euro) ma entrerà in territorio negativo entro 2 anni, al momento dell’inizio dell’università di Giovanni (si stimano circa 1.000 euro al mese per alloggio, tasse, ecc.), con la contestuale necessità di attingere alla liquidità in essere. Il maggiore sforzo finanziario per la famiglia ci sarà nel sesto e settimo anno in cui entrambi in figli saranno all’università, con un livello di liquidità che potrebbe scendere intorno ai 25-30k euro. Un miglioramento, invece, avverrà a partire dall’ ottavo anno, quando solo Chiara dovrà ancora terminare gli studi.”
2) Sebbene sia opportuno mantenere un certo livello di liquidità a scopo precauzionale, in livello detenuto da Chiara e Francesco è eccessivo e quindi presenta un elevato costo opportunità, in quanto i due coniugi perdono una potenziale remunerazione dal non investire tale liquidità in strumenti finanziari.
3) La struttura patrimoniale famigliare mostra delle inefficienze di natura fiscale (con delle minusvalenze non ancora utilizzate) e di natura previdenziale (mancanza di polizze assicurative vita e fondi pensione). In particolare, sebbene i due coniugi siano in grado di generare un risparmio netto complessivo di circa 6.000 euro annui (di cui il 50% generato dal patrimonio finanziario), qualora dovesse venire a mancare improvvisamente uno dei due, l’impatto finanziario per l’equilibrio finanziario famigliare sarebbe forte, mettendo a rischio la possibile carriera universitaria di uno e entrambi i figli.
1)Il livello di liquidità precauzionale può essere impostato a circa 10K euro. In questo caso il livello di liquidità disponibile per investimenti è di circa 35K per i primi 5 anni e di poco meno di 15K nei successivi 5. È possibile, quindi, investire circa 15K a 10 anni, con un rendimento netto di circa il 3,5%, generando 500 euro di maggiore flusso cedolare, mentre altri 20K possono essere investiti a 5 anni, ad un tasso di circa il 3% netto, per un totale complessivo di oltre 1100 annui. A scadenza, infatti, serviranno per coprire il maggiore esborso finanziario con l’inizio dell’università di Chiara. Essendo i tassi di mercato maggiori del costo del mutuo a tasso fisso e rimanendo solo 5 anni alla sua conclusione, non risulta opportuno estinguere totale o parzialmente il finanziamento prima della sua scadenza naturale.
2) E’ opportuno vendere parte del portafoglio azionario in modo da azzerare lo zainetto fiscale e recuperare le minusvalenze prima che vadano perse a scadenza. La nuova allocazione azionaria includerà azioni con un maggiore flusso di dividendi (selezionando azioni con un maggiore dividend yield) al fine di generare circa 500 euro annui di ulteriori introiti dal portafoglio azionario.
3) La struttura patrimoniale famigliare mostra delle inefficienze di natura fiscale (con delle minusvalenze non ancora utilizzate) e di natura previdenziale (mancanza di polizze assicurative vita e fondi pensione). In particolare, sebbene i due coniugi siano in grado di generare un risparmio netto complessivo di circa 6.000 euro annui (di cui il 50% generato dal patrimonio finanziario), qualora dovesse venire a mancare improvvisamente uno dei due, l’impatto (togliere finanziario) per l’equilibrio finanziario famigliare sarebbe forte, mettendo a rischio la possibile carriera universitaria di uno (sostituire e con o) o entrambi i figli.
4) E’ altamente consigliata la sottoscrizione di una polizza vita per almeno uno dei due coniugi (si stima una spesa di circa (correggere) 600 euro all’anno) in modo da scongiurare un potenziale disequilibrio delle finanze famigliari e nello stesso tempo garantire un percorso di studi ad entrambi i figli.
La nuova composizione del portafoglio sarebbe in grado di generare entrate annue aggiuntive di circa 1200 euro per i primi 5 anni e circa 600 euro nei 5 successivi, permettendo quindi a Francesco e Chiara di concedersi qualche vacanza in più.
5) È consigliata l’apertura di un fondo pensione per almeno uno dei due coniugi, anche se non si decidesse di alimentarlo immediatamente. Questo per godere di futuri vantaggi fiscali di abbattimento aliquote quando si vorrà/potrà alimentare il fondo con somme maggiori. Qualora si optasse, fin da subito, per una soluzione fiscalmente più efficiente, ipotizzando un versamento al fondo pensione dei soli extra proventi cedolari delle obbligazioni e ipotizzando un rimborso fiscale del 30% (tramite l’abbattimento del reddito imponibile), è possibile un recupero fiscale di oltre 300 euro nei primi 5 anni. Questo, da un lato, permetterebbe a Francesco di avere una disponibilità del fondo pensione di 8K euro (senza considerare la rivalutazione ottenuta tramite l’investimento di questi fondi nei mercati finanziari e la cui entità dipenderà dalla tipologia di portafoglio selezionata) al termine dei 10 anni e nello stesso tempo lascerebbe ancora degli extra fondi che potrebbero essere utilizzati per aprire dei fondi pensione direttamente in capo ai figli (sfruttando ulteriormente il rimborso fiscale) oppure per far partire dei piani di accumulo (PAC) a loro favore, tralasciando la possibilità di extra viaggi prima della fine dei percorsi universitari dei figli, cosa molto più agevole dall’undicesimo anno in poi, quando il risparmio netto annuo tornerà a superare i 10K euro.
N.B. Per semplicità espositiva e numerica l’analisi è stata effettuata senza tenere in considerazione il tasso di inflazione o incrementi salariali dovuti a rinnovi contrattuali, promozioni, cambi di professione e via dicendo. Anche se risulta ovvio che nella realtà tali dati vadano presi in considerazione, questo non altera la logica e la bontà dell’analisi di fondo.
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