Esiste la formula della felicità? Qualcuno ha proposto la seguente: Felicità=B+R+F, ovvero Benessere+Relazioni+Futuri. Vediamo nel dettaglio cosa significa e come un consulente finanziario può migliorare ciascuna delle sue componenti.

Innanzitutto la felicità, o quanto meno la percezione di essere felici, varia in base al paese di origine e l’età. Nei due grafici si vede come l’Italia abbia un declino di felicità a partire dal 2000 a differenza di altri paesi che mostrano un trend stabile o in salita a partire da quella data. Altro dato interessante è che si tende a percepirsi più felici o da giovani o da anziani, molto meno nella fase intermedia della vita.

Spostandoci verso criteri più strutturati di misurazione della felicità, notiamo come, a livello internazionale, nel 2015 le Nazioni Unite abbiamo approvato una serie di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs ovvero Sustainable Development Goals) su cui tutti gli stati devono impegnarsi entro il 2030 e che includono, tra gli altri, lotta alla povertà e alla fame, sostegno alla salute e all’educazione, accesso all’acqua e a sistemi energetici sostenibili e moderni, protezione dell’ecosistema terrestre, promozione di una crescita economica duratura e sostenibile e riduzione delle disuguaglianze.

Guardando nello specifico in Italia, l’Istat utilizza il Bes (Benessere Equo e Sostenibile), un indice pensato per andar oltre la mera misurazione del PIL come criterio principe per misurare il benessere di un paese e che include criteri quali salute, istruzione, sicurezza, ambiente, benessere economico, relazioni sociali ecc. Nel 2020 il report sull’evoluzione dell’indice negli ultimi 10 anni ci fornisce qualche indicazione sui trend in atto nel nostro paese. Vediamone alcuni: 1) Meno posti letto, medici più anziani e maggiore disuguaglianza nell’accesso alle cure; 2) Ancora troppo pochi i bambini iscritti al nido e i giovani che si laureano mentre il divario con l’Europa sull’istruzione continua ad ampliarsi; 3) In diminuzione i rischi di abbandono scolastico ma crescono i NEET (Not in education, employment or training); 4) La povertà, raddoppiata nel 2012, torna ad aumentare per effetto della pandemia; 5) Cresce la quota di lavoratori della conoscenza, ma aumenta la distanza dall’Europa; 6) Bassi investimenti in ricerca e sviluppo, la distanza con l’Europa non diminuisce; 7) Avanza, ma lentamente, la presenza delle donne nei luoghi decisionali; 8) Inadeguati e in diminuzione gli investimenti per la tutela e la valorizzazione di beni e attività culturali; 9) Lento miglioramento della qualità dell’aria ma i livelli restano critici, progressi più netti sul fronte dei rifiuti; 10) Aumenta la sensibilità dei cittadini per i cambiamenti climatici; 11) In recupero dopo la crisi economica, ma sempre su livelli bassi, la quota di persone molto soddisfatte per la vita nel complesso; 12) Alta e stabile la soddisfazione per le relazioni familiari e con gli amici; 13) Dopo anni di declino torna a crescere la partecipazione civica e politica.

Tornando alla nostra formula (proposta in Italia dallo studioso di queste tematiche Sergio Sorgi), comprendiamo, quindi, quali possano essere gli impatti dei criteri citati sui suoi componenti. Il Benessere è quindi la risultante della presenza, qualità e interconnessione di vari fattori, da quello economico a quello ambientale, da quello educativo a quella di accesso a cure mediche adeguate. Le Relazioni personali nell’ambiente di lavoro, a livello famigliare e a livello di coinvolgimento nella vita sociale e politica sono un ulteriore tassello. Infine, uno sguardo propositivo e ottimistico al Futuro, immaginativo come lo chiama Sorgi, anziché un atteggiamento di nostalgia del passato (retrotopico), negatività per qualsiasi cosa (distopico) o irrealistico (utopico), indubbiamente contribuisce a incrementare il grado di felicità personale percepita.

Sorgi stesso ci fornisce alcuni suggerimenti che possono aiutare nel percorso di ricerca della felicità personale, ciò che nella costituzione americana è considerata un diritto, alla pari di vita e libertà (Life, Liberty and the pursuit of Happiness).  A livello personale: A) Curiosità e conoscenza riducono i rischi e ci aiutano a capire se siamo protetti e dove vogliamo andare; B) Progettualità per il futuro; C) Imparare a decidere.

Le domande chiave da porsi sono:

1) Come mi vedo tra 10 anni?

2) Cosa posso fare per rendere felici le persone che mi sono intorno?

3) C’è qualcuno che può aiutarmi a realizzare il mio progetto?

In che modo, allora, un consulente finanziario interagisce con questa formula e può contribuire a innalzare il livello di felicità individuale? Analizziamo ciascuna componente.

Benessere

Contribuendo a indirizzare il risparmio privato verso forme d’investimento che accrescano il benessere collettivo, ad esempio investimenti rispettosi di criteri ESG o focalizzati sull’economia reale (PIR alternativi, ELTIF), il consulente aiuta a migliorare l’ambiente socio economico nel quale l’individuo prima e investitore poi vive e interagisce. In aggiunta, un’attenta pianificazione e valutazione degli investimenti contribuiscono, da un lato a incrementare la ricchezza disponibile e quindi la capacità di consumo futuro, dall’altro, tramite prodotti più orientati ai bisogni assicurativi e previdenziali, soddisfano le esigenze di maggiore tutela delle persone e dei propri famigliari oltre a creare una sensazione di maggiore serenità nell’affrontare i bisogni del domani.

Relazioni

Attraverso la capacità di precisa identificazione delle esigenze del cliente, ascolto, empatia e trasparenza, fondamentale diventa il ruolo del consulente nel creare un clima di fiducia reciproca in grado di effettuare e supportare le migliori scelte di investimento nel medio e lungo periodo, soprattutto nelle fasi di mercato in cui alcune valutazioni possono sembrare meno valide che in passato. Questo dovrebbe permettere all’investitore di vivere con maggiore serenità tutte le fasi di un processo di investimento, da quelle più redditizie a quelle di minor successo.

Futuro

La maggior parte degli investitori/risparmiatori effettua scelte di investimento focalizzandosi su imprevisti futuri indistinti oppure su singoli prodotti e specifici eventi vita. Il passaggio da un semplice sostegno nel processo di investimento a una pianificazione a 360 gradi può migliorare la progettualità del proprio futuro, incrementando il senso di fiducia con cui il singolo guarda al domani. In questo senso la pianificazione deve guardare a tutti gli aspetti della sfera economica che coinvolge l’investitore, identificando e contribuendo a migliorare i gradi di interazione reciproca tra i vari elementi che la compongono, incluso quindi il budgeting (stabilizzazione di entrate/uscite), la gestione dell’indebitamento (mutui, crediti), la protezione della persona o delle persone vicine (polizze assicurative), la previdenza complementare (fondi pensione), il passaggio generazionale (prodotti e strutture giuridiche ad hoc).